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La guida di Brunella

Brunella
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Liittyi 2017
Brunella

La guida di Brunella

Le Guide ai Quartieri
«Le case altissime, dalle facciate tinte di un intonaco biondo, dove il rosa e il verde si confondono, splendono al sole con riflessi d'oro e di verderame, come l'acqua dei canali sparsa di chiazze d'olio. Le persiane hanno il colore delle foglie secche, son pallide e polverose. Un senso di nobiltà un po' stanca, di libertà popolaresca, è nell'architettura aperta e liscia di queste case, le più belle del Mediterraneo.» (Curzio Malaparte, Maledetti toscani). La Venezia Nuova è un quartiere di Livorno, l'unico del centro cittadino che, abbia conservato gran parte delle sue vestigia urbanistiche e architettoniche. Pur non coincidendo col nucleo originario della Livorno medicea, rappresenta pertanto il vero centro storico della città. Ogni estate, solitamente a cavallo tra luglio ed agosto, il quartiere diventa il centro di una manifestazione folkloristica ("Effetto Venezia"), durante la quale le strade sono animate da bancarelle, spettacoli ed eventi culturali. Va sottolineato quanto sia ricca l'offerta notturna livornese: d'estate le attività si spostano principalmente sui locali del lungo mare, mentre d'inverno il centro ed il quartiere Venezia sono quelli più animati tanto dalle discoteche quanto da pub e ristoranti dove gustare alcuni dei più prelibati prodotti tipici locali.
Venezia Nuova
«Le case altissime, dalle facciate tinte di un intonaco biondo, dove il rosa e il verde si confondono, splendono al sole con riflessi d'oro e di verderame, come l'acqua dei canali sparsa di chiazze d'olio. Le persiane hanno il colore delle foglie secche, son pallide e polverose. Un senso di nobiltà un po' stanca, di libertà popolaresca, è nell'architettura aperta e liscia di queste case, le più belle del Mediterraneo.» (Curzio Malaparte, Maledetti toscani). La Venezia Nuova è un quartiere di Livorno, l'unico del centro cittadino che, abbia conservato gran parte delle sue vestigia urbanistiche e architettoniche. Pur non coincidendo col nucleo originario della Livorno medicea, rappresenta pertanto il vero centro storico della città. Ogni estate, solitamente a cavallo tra luglio ed agosto, il quartiere diventa il centro di una manifestazione folkloristica ("Effetto Venezia"), durante la quale le strade sono animate da bancarelle, spettacoli ed eventi culturali. Va sottolineato quanto sia ricca l'offerta notturna livornese: d'estate le attività si spostano principalmente sui locali del lungo mare, mentre d'inverno il centro ed il quartiere Venezia sono quelli più animati tanto dalle discoteche quanto da pub e ristoranti dove gustare alcuni dei più prelibati prodotti tipici locali.
Originariamente sorto come un vero e proprio borgo distaccato dalla città labronica, nel corso del Novecento è stato inglobato a tutti gli effetti dallo sviluppo urbanistico cittadino. Qui hanno infatti sede i principali impianti sportivi di Livorno, primo tra tutti lo Stadio comunale "Armando Picchi", nonché numerose ville ottocentesche legate allo sviluppo dei primi stabilimenti balneari.
Ardenza
Originariamente sorto come un vero e proprio borgo distaccato dalla città labronica, nel corso del Novecento è stato inglobato a tutti gli effetti dallo sviluppo urbanistico cittadino. Qui hanno infatti sede i principali impianti sportivi di Livorno, primo tra tutti lo Stadio comunale "Armando Picchi", nonché numerose ville ottocentesche legate allo sviluppo dei primi stabilimenti balneari.
Il lungomare di Livorno è una passeggiata a mare che si snoda per diversi chilometri lungo la costa partendo dalla zona portuale, fino a raggiungere l'abitato di Antignano e terminare idealmente nel tratto costiero del Romito. La strada assume la denominazione di viale Italia, viale d'Antignano, via Pendola, viale Amerigo Vespucci, per una lunghezza complessiva di circa 7 km.
Viale Italia
Il lungomare di Livorno è una passeggiata a mare che si snoda per diversi chilometri lungo la costa partendo dalla zona portuale, fino a raggiungere l'abitato di Antignano e terminare idealmente nel tratto costiero del Romito. La strada assume la denominazione di viale Italia, viale d'Antignano, via Pendola, viale Amerigo Vespucci, per una lunghezza complessiva di circa 7 km.
Il Cisternone e un grandissimo monumento ancora funzionante per l'approvvigionamento idrico della città. L'interno è strabiliante, sembra di essere nella cisterna di Istanbul. Visite solo in periodi stabiliti dell'anno.
Piazza del Cisternone
Il Cisternone e un grandissimo monumento ancora funzionante per l'approvvigionamento idrico della città. L'interno è strabiliante, sembra di essere nella cisterna di Istanbul. Visite solo in periodi stabiliti dell'anno.
Storicamente incluso nei limiti amministrativi della città, mantenne a lungo le caratteristiche di un borgo rurale; con lo sviluppo della passeggiata a mare e delle infrastrutture, a partire dalla fine dell'Ottocento, l'abitato è stato progressivamente inglobato nel perimetro urbano di Livorno, di cui oggi costituisce l'estremità meridionale. Antignano si trova a sud del quartiere di Ardenza a pochi chilometri dalla frazione di Quercianella, dalla quale è separato da un suggestivo tratto di costa a strapiombo sul Maree dove sorgono alcune torri d'avvistamento. A partire dall'anno 2007, per la qualità dei servizi e delle acque di balneazione, il quartiere ha ricevuto la Bandiera Blu.
Antignano
Storicamente incluso nei limiti amministrativi della città, mantenne a lungo le caratteristiche di un borgo rurale; con lo sviluppo della passeggiata a mare e delle infrastrutture, a partire dalla fine dell'Ottocento, l'abitato è stato progressivamente inglobato nel perimetro urbano di Livorno, di cui oggi costituisce l'estremità meridionale. Antignano si trova a sud del quartiere di Ardenza a pochi chilometri dalla frazione di Quercianella, dalla quale è separato da un suggestivo tratto di costa a strapiombo sul Maree dove sorgono alcune torri d'avvistamento. A partire dall'anno 2007, per la qualità dei servizi e delle acque di balneazione, il quartiere ha ricevuto la Bandiera Blu.
Quercianella è una frazione del comune di Livorno, in Toscana. Rappresenta l'estremo meridionale del comune labronico, separata dalla città dal tratto di costa rocciosa de Il Romito e ubicata a pochi chilometri a nord di Castiglioncello. Assieme al quartiere di Antignano, a partire dall'anno 2007 la frazione ha ricevuto la Bandiera Blu per la qualità dei servizi e delle acque di balneazione.
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Quercianella
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Quercianella è una frazione del comune di Livorno, in Toscana. Rappresenta l'estremo meridionale del comune labronico, separata dalla città dal tratto di costa rocciosa de Il Romito e ubicata a pochi chilometri a nord di Castiglioncello. Assieme al quartiere di Antignano, a partire dall'anno 2007 la frazione ha ricevuto la Bandiera Blu per la qualità dei servizi e delle acque di balneazione.
Montenero, noto anche come colle di Monte Nero, è la collina per eccellenza di Livorno. Parte delle Colline Livornesi, sulle sue pendici si sviluppa l'abitato di Montenero con il suo famoso santuario. Sulla sommità invece si trova la località Castellaccio, dove sorge Villa Gower e una torre medievale, nel luogo in cui, in epoca medioevale, si innalzava il cosiddetto Castello delle Formiche.
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Montenero
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Montenero, noto anche come colle di Monte Nero, è la collina per eccellenza di Livorno. Parte delle Colline Livornesi, sulle sue pendici si sviluppa l'abitato di Montenero con il suo famoso santuario. Sulla sommità invece si trova la località Castellaccio, dove sorge Villa Gower e una torre medievale, nel luogo in cui, in epoca medioevale, si innalzava il cosiddetto Castello delle Formiche.
Offerta gastronomica
Le due vaste sale annesse furono adibite una per il pesce, lunga 45 m e larga 11,50 ove vi erano 22 banchi di marmo e 10 botteghe, e l'altra per la vendita degli ortaggi, uova e pollame con 12 botteghe. Tutto l'edificio è circondato sopra le botteghe da locali alti 6 metri ed è arieggiato da grandi finestre con persiane. La struttura dispone oggi di 200 banchi e di ampi magazzini interrati, con 92 cantine, comunicanti direttamente con l'antistante Fosso Reale e raccordati al piano stradale mediante comode rampe.
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Mercato Centrale
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Le due vaste sale annesse furono adibite una per il pesce, lunga 45 m e larga 11,50 ove vi erano 22 banchi di marmo e 10 botteghe, e l'altra per la vendita degli ortaggi, uova e pollame con 12 botteghe. Tutto l'edificio è circondato sopra le botteghe da locali alti 6 metri ed è arieggiato da grandi finestre con persiane. La struttura dispone oggi di 200 banchi e di ampi magazzini interrati, con 92 cantine, comunicanti direttamente con l'antistante Fosso Reale e raccordati al piano stradale mediante comode rampe.
Visite turistiche
Dedicato a San Francesco, fu incominciato alla fine del Cinquecento su progetto di Alessandro Pieroni. Successivamente fu ampliato con l'aggiunta di due cappelle laterali. Da segnalare il pregevole soffitto ligneo intagliato, andato perduto nel corso dell'ultima guerra mondiale, a seguito della quasi totale distruzione della chiesa.
Cattedrale di San Francesco (Duomo)
Dedicato a San Francesco, fu incominciato alla fine del Cinquecento su progetto di Alessandro Pieroni. Successivamente fu ampliato con l'aggiunta di due cappelle laterali. Da segnalare il pregevole soffitto ligneo intagliato, andato perduto nel corso dell'ultima guerra mondiale, a seguito della quasi totale distruzione della chiesa.
iniziatasi nel 1707 su progetto di Giovan Battista Foggini, fu conclusa nel 1716; in stile barocco, con una facciata incompleta, presenta una pianta a croce latina. Notevole il gruppo scultoreo conservato presso l'altare e opera di Giovanni Baratta, che rappresenta la liberazione degli schiavi. La chiesa era affidata all'ordine dei Trinitari.
Church of San Ferdinando
1 Piazza Anita Garibaldi
iniziatasi nel 1707 su progetto di Giovan Battista Foggini, fu conclusa nel 1716; in stile barocco, con una facciata incompleta, presenta una pianta a croce latina. Notevole il gruppo scultoreo conservato presso l'altare e opera di Giovanni Baratta, che rappresenta la liberazione degli schiavi. La chiesa era affidata all'ordine dei Trinitari.
Iniziatasi nel 1720 su progetto di Giovanni del Fantasia, fu consacrata nel 1755. A pianta ottagonale, la chiesa è caratterizzata da una grande cupola ridotta all'aspetto di torrione a causa di problemi di natura statica. All'interno si può ammirare un notevole dipinto a olio del Vasari.
Church of St. Catherine
Iniziatasi nel 1720 su progetto di Giovanni del Fantasia, fu consacrata nel 1755. A pianta ottagonale, la chiesa è caratterizzata da una grande cupola ridotta all'aspetto di torrione a causa di problemi di natura statica. All'interno si può ammirare un notevole dipinto a olio del Vasari.
La chiesa della Madonna, formalmente intitolata ai santi Maria, Giulia e Francesco, si erge sulla via omonima, nel cuore di Livorno, a pochi metri dalla chiesa dei Greci Uniti e dai resti della chiesa armena. Tenuta dai frati minori francescani, la chiesa ospita al suo interno gli altari di alcune nazioni straniere, costituendo una delle prime importanti testimonianze del passato cosmopolita della città.I lavori di costruzione iniziarono nel 1607, nei pressi dello scomparso oratorio dei Santi Cosimo e Damiano (adibito ad ufficio postale sul finire del XVIII secolo). Il progetto, redatto da Alessandro Pieroni, fu portato a termine in breve tempo col titolo di Santa Maria, San Francesco e Santi Cosimo e Damiano (1611). Tuttavia, nel 1638 la chiesa fu consacrata solo all'Immacolata Concezione di Maria, a seguito di un ulteriore ampliamento. Il 7 aprile 1642 Giovanni Stefano Boccalandro, mercante di Savona e Gonfaloniere della città dal 1634, inoltrava una supplica al granduca per ottenere dagli operai della Madonna del Carmine il rimborso delle spese sostenute nel 1621-22 "per l'ampliamento della chiesa dalla parte del coro, con l'altare e il pulpito". Nel 1645 fu costruito il campanile, alto 27 metri. Nel tempo la chiesa divenne il punto di riferimento delle numerose comunità straniere presenti a Livorno, che dotarono la chiesa di altari nazionali e che ne fecero inizialmente il loro luogo di sepoltura. All'interno una lapide ricorda che qui fu sepolto il celebre scultore fiammingo François Duquesnoy, deceduto a Livorno nel 1643
Chiesa della Madonna
La chiesa della Madonna, formalmente intitolata ai santi Maria, Giulia e Francesco, si erge sulla via omonima, nel cuore di Livorno, a pochi metri dalla chiesa dei Greci Uniti e dai resti della chiesa armena. Tenuta dai frati minori francescani, la chiesa ospita al suo interno gli altari di alcune nazioni straniere, costituendo una delle prime importanti testimonianze del passato cosmopolita della città.I lavori di costruzione iniziarono nel 1607, nei pressi dello scomparso oratorio dei Santi Cosimo e Damiano (adibito ad ufficio postale sul finire del XVIII secolo). Il progetto, redatto da Alessandro Pieroni, fu portato a termine in breve tempo col titolo di Santa Maria, San Francesco e Santi Cosimo e Damiano (1611). Tuttavia, nel 1638 la chiesa fu consacrata solo all'Immacolata Concezione di Maria, a seguito di un ulteriore ampliamento. Il 7 aprile 1642 Giovanni Stefano Boccalandro, mercante di Savona e Gonfaloniere della città dal 1634, inoltrava una supplica al granduca per ottenere dagli operai della Madonna del Carmine il rimborso delle spese sostenute nel 1621-22 "per l'ampliamento della chiesa dalla parte del coro, con l'altare e il pulpito". Nel 1645 fu costruito il campanile, alto 27 metri. Nel tempo la chiesa divenne il punto di riferimento delle numerose comunità straniere presenti a Livorno, che dotarono la chiesa di altari nazionali e che ne fecero inizialmente il loro luogo di sepoltura. All'interno una lapide ricorda che qui fu sepolto il celebre scultore fiammingo François Duquesnoy, deceduto a Livorno nel 1643
La chiesa di Santa Maria del Soccorso è la più grande chiesa di Livorno. Si trova in piazza della Vittoria, con la facciata scenograficamente posta in asse con via Magenta (si veda la voce Stradario di Livorno). L'ingresso alla chiesa è preceduto dal Monumento ai Caduti, realizzato tra il 1922 ed il 1924: l'opera è costituita da un gruppo di uomini in atto di solenne giuramento e da una statua raffigurante la Vittoria.
Piazza Della Vittoria
La chiesa di Santa Maria del Soccorso è la più grande chiesa di Livorno. Si trova in piazza della Vittoria, con la facciata scenograficamente posta in asse con via Magenta (si veda la voce Stradario di Livorno). L'ingresso alla chiesa è preceduto dal Monumento ai Caduti, realizzato tra il 1922 ed il 1924: l'opera è costituita da un gruppo di uomini in atto di solenne giuramento e da una statua raffigurante la Vittoria.
La Chiesa dei Greci Uniti, fu costruita nei primi anni del Seicento e intitolata alla Santissima Annunziata. È stata la chiesa nazionale dei greci che prestavano il loro servizio sulle navi dell'Ordine di Santo Stefano. Semidistrutta durante la seconda guerra mondiale, è sopravvissuta pressoché intatta la facciata settecentesca. L'interno, ricostruito, ospita una preziosa iconostasi.
Chiesa della Santissima Annunziata (detta dei Greci)
La Chiesa dei Greci Uniti, fu costruita nei primi anni del Seicento e intitolata alla Santissima Annunziata. È stata la chiesa nazionale dei greci che prestavano il loro servizio sulle navi dell'Ordine di Santo Stefano. Semidistrutta durante la seconda guerra mondiale, è sopravvissuta pressoché intatta la facciata settecentesca. L'interno, ricostruito, ospita una preziosa iconostasi.
Tempio della Congregazione Olandese Alemanna, chiesa protestante, fu costruita in stile neogotico tra il 1862 e il 1864 su progetto dell'architetto Dario Giacomelli. La facciata è ornata da tre rosoni e finestre bifore, mentre l'interno presenta un'aula a pianta rettangolare aperta da finestre ogivali e una tribuna posta sopra il vestibolo d'ingresso. La chiesa è da anni in stato di completo abbandono.
Church of Olandesi
Tempio della Congregazione Olandese Alemanna, chiesa protestante, fu costruita in stile neogotico tra il 1862 e il 1864 su progetto dell'architetto Dario Giacomelli. La facciata è ornata da tre rosoni e finestre bifore, mentre l'interno presenta un'aula a pianta rettangolare aperta da finestre ogivali e una tribuna posta sopra il vestibolo d'ingresso. La chiesa è da anni in stato di completo abbandono.
Sinagoga ebraica, l'antica sinagoga seicentesca, una della più grandi d'Europa, fu gravemente danneggiata nel corso dell'ultima guerra mondiale. Per volontà della comunità ebraica fu deciso di abbattere gli antichi resti e di costruire una nuova sinagoga, inaugurata nel 1962 e che nelle sue forme architettoniche richiama la Grande Tenda nella quale veniva custodita l'Arca dell'Alleanza.
Synagogue of Livorno
Sinagoga ebraica, l'antica sinagoga seicentesca, una della più grandi d'Europa, fu gravemente danneggiata nel corso dell'ultima guerra mondiale. Per volontà della comunità ebraica fu deciso di abbattere gli antichi resti e di costruire una nuova sinagoga, inaugurata nel 1962 e che nelle sue forme architettoniche richiama la Grande Tenda nella quale veniva custodita l'Arca dell'Alleanza.
Chiesa di San Jacopo in Acquaviva, di origini millenarie, sino al Cinquecento l'eremo di San Jacopo era affidato ai Padri Agostiniani. Nel XVI secolo il complesso fu ceduto alla comunità dei Greci Uniti per poi tornare agli Agostiniani. Modificata profondamente nella seconda metà del Settecento, l'aspetto attuale risale invece alla fine del XIX secolo.
Church of San Jacopo in Acquaviva
17 Piazza San Jacopo in Acquaviva
Chiesa di San Jacopo in Acquaviva, di origini millenarie, sino al Cinquecento l'eremo di San Jacopo era affidato ai Padri Agostiniani. Nel XVI secolo il complesso fu ceduto alla comunità dei Greci Uniti per poi tornare agli Agostiniani. Modificata profondamente nella seconda metà del Settecento, l'aspetto attuale risale invece alla fine del XIX secolo.
Cuore della passeggiata a mare labronica e sorge nell'area un tempo occupata dal Forte dei Cavalleggeri. Si tratta di un belvedere di circa 8.500 m² delimitato verso il mare da una sinuosa balaustra composta da 4.100 eleganti colonnine. La sua costruzione è stata effettuata in due tempi: la prima parte, lato sud, fu portata a termine nel 1928 dopo tre anni di lavori e intitolata a Costanzo Ciano; la seconda parte risale al 1948 quando fu anche modificata l'intestazione della terrazza a Pietro Mascagni.
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Terrazza Mascagni
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Cuore della passeggiata a mare labronica e sorge nell'area un tempo occupata dal Forte dei Cavalleggeri. Si tratta di un belvedere di circa 8.500 m² delimitato verso il mare da una sinuosa balaustra composta da 4.100 eleganti colonnine. La sua costruzione è stata effettuata in due tempi: la prima parte, lato sud, fu portata a termine nel 1928 dopo tre anni di lavori e intitolata a Costanzo Ciano; la seconda parte risale al 1948 quando fu anche modificata l'intestazione della terrazza a Pietro Mascagni.
In questo fortilizio si sovrappongono tutti i secoli della storia cittadina, partendo dai primi insediamenti romani, fino ad arrivare alle devastazioni belliche del Novecento. L'aspetto attuale si deve comunque ad Antonio da Sangallo il Vecchio, che, nei primi anni del XVI secolo, ebbe incarico di trasformare una fortificazione d'origine pisana in una imponente macchina bellica.
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Fortezza Vecchia
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In questo fortilizio si sovrappongono tutti i secoli della storia cittadina, partendo dai primi insediamenti romani, fino ad arrivare alle devastazioni belliche del Novecento. L'aspetto attuale si deve comunque ad Antonio da Sangallo il Vecchio, che, nei primi anni del XVI secolo, ebbe incarico di trasformare una fortificazione d'origine pisana in una imponente macchina bellica.
Fu costruita su progetto di Bernardo Buontalenti e Don Giovanni de' Medici, alla fine del Cinquecento, per essere poi modificata successivamente per far posto all'accrescimento del quartiere della Venezia Nuova. Oggi la Fortezza è adibita a spazio verde pubblico oltre che sede di eventi e manifestazioni.
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Fortezza Nuova
. Via Degli Scali Della Fortezza N
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Fu costruita su progetto di Bernardo Buontalenti e Don Giovanni de' Medici, alla fine del Cinquecento, per essere poi modificata successivamente per far posto all'accrescimento del quartiere della Venezia Nuova. Oggi la Fortezza è adibita a spazio verde pubblico oltre che sede di eventi e manifestazioni.
Fosso Reale, è l'antico fossato posto a difesa della città medicea e modificato nel corso dei secoli, con una sostanziale rettifica intorno al 1840 e la creazione di piazza della Repubblica. I lavori del Fosso furono incominciati contemporaneamente alla fondazione della città buontalentiana, nel 1577. Lungo il fosso si estendevano le mura difensive, di cui oggi restano solo poche tracce.
Fosso Reale
Fosso Reale, è l'antico fossato posto a difesa della città medicea e modificato nel corso dei secoli, con una sostanziale rettifica intorno al 1840 e la creazione di piazza della Repubblica. I lavori del Fosso furono incominciati contemporaneamente alla fondazione della città buontalentiana, nel 1577. Lungo il fosso si estendevano le mura difensive, di cui oggi restano solo poche tracce.
Piazza della Repubblica, questa vasta piazza (chiamata dai livornesi il "Voltone") funge da collegamento tra la città pentagonale del Buontalenti e quelli che furono i sobborghi ottocenteschi della città di Livorno. Fu realizzata intorno al 1840 convogliando il Fosso Reale all'interno di una galleria lunga oltre 200 metri, caratteristica che per alcuni porrebbe la piazza come il ponte più largo d'Europa. Al livello del piano stradale si trovano le statue dei granduchi lorenesi Ferdinando III e di Leopoldo II.
Piazza della Repubblica
Piazza della Repubblica, questa vasta piazza (chiamata dai livornesi il "Voltone") funge da collegamento tra la città pentagonale del Buontalenti e quelli che furono i sobborghi ottocenteschi della città di Livorno. Fu realizzata intorno al 1840 convogliando il Fosso Reale all'interno di una galleria lunga oltre 200 metri, caratteristica che per alcuni porrebbe la piazza come il ponte più largo d'Europa. Al livello del piano stradale si trovano le statue dei granduchi lorenesi Ferdinando III e di Leopoldo II.
Il porto di Livorno, situato secondo alcune convenzioni sul è il principale porto della Toscana ed uno dei più importanti porti italiani e dell'intero Mar Mediterraneo, sia per il traffico passeggeri che, soprattutto, per quello merci .
Porto Mediceo
4 Via del Molo Mediceo
Il porto di Livorno, situato secondo alcune convenzioni sul è il principale porto della Toscana ed uno dei più importanti porti italiani e dell'intero Mar Mediterraneo, sia per il traffico passeggeri che, soprattutto, per quello merci .
Monumento a Ferdinando I detto dei Quattro mori, è uno dei simboli della città. È composto da un piedistallo sul quale si erge la statua marmorea del granduca Ferdinando I de' Medici (Giovanni Bandini, 1595) e, alla base, da quattro statue in bronzo (Pietro Tacca, 1623-1626) che raffigurano dei pirati in catene. Si innalza in prossimità della Fortezza Vecchia
Quattro Mori
Monumento a Ferdinando I detto dei Quattro mori, è uno dei simboli della città. È composto da un piedistallo sul quale si erge la statua marmorea del granduca Ferdinando I de' Medici (Giovanni Bandini, 1595) e, alla base, da quattro statue in bronzo (Pietro Tacca, 1623-1626) che raffigurano dei pirati in catene. Si innalza in prossimità della Fortezza Vecchia
Il lungomare di Livorno è una passeggiata a mare che si snoda per diversi chilometri lungo la costa, partendo dalla zona portuale, fino a raggiungere l'abitato di Antignano e terminare idealmente nel tratto costiero del Romito. per una lunghezza complessiva di 7 km,
Viale Italia
Il lungomare di Livorno è una passeggiata a mare che si snoda per diversi chilometri lungo la costa, partendo dalla zona portuale, fino a raggiungere l'abitato di Antignano e terminare idealmente nel tratto costiero del Romito. per una lunghezza complessiva di 7 km,
L'Acquario comunale Diacinto Cestoni è a margine del suggestivo scenario del lungomare e della Terrazza Mascagni. Il più grande acquario della Toscana ed è l'unica struttura nel suo genere ad avere al proprio interno un'area marina archeologica greco-romana con la suggestiva riproduzione di un relitto di nave.
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Livorno Aquarium
1 Piazza Mascagni
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L'Acquario comunale Diacinto Cestoni è a margine del suggestivo scenario del lungomare e della Terrazza Mascagni. Il più grande acquario della Toscana ed è l'unica struttura nel suo genere ad avere al proprio interno un'area marina archeologica greco-romana con la suggestiva riproduzione di un relitto di nave.
La seconda terrazza di Livorno Bellissimo luogo per gustare il lungomare di Livorno. Molto spazio per camminare e fermarsi ad ammirare lo spettacolo del mare che non è mai uguale. Spazi per i giochi dei bambini e possibilità di stare al fresco degli alberi che compongono la rotonda.
Rotonda D Ardenza
19 Viale di Antignano
La seconda terrazza di Livorno Bellissimo luogo per gustare il lungomare di Livorno. Molto spazio per camminare e fermarsi ad ammirare lo spettacolo del mare che non è mai uguale. Spazi per i giochi dei bambini e possibilità di stare al fresco degli alberi che compongono la rotonda.
Ospita le partite casalinghe del Livorno Calcio. La struttura è facilmente raggiungibile sia dalla variante Aurelia (uscita Livorno Sud e Livorno Montenero per i tifosi ospiti), sia dalla stazione ferroviaria di Livorno Centrale con le linee LAM BLU o 5 di autobus urbani, o da quella di Livorno Antignano proseguendo verso lo stadio sempre con la linea LAM BLU di autobu
Stadio Armando Picchi
Ospita le partite casalinghe del Livorno Calcio. La struttura è facilmente raggiungibile sia dalla variante Aurelia (uscita Livorno Sud e Livorno Montenero per i tifosi ospiti), sia dalla stazione ferroviaria di Livorno Centrale con le linee LAM BLU o 5 di autobus urbani, o da quella di Livorno Antignano proseguendo verso lo stadio sempre con la linea LAM BLU di autobu
il colle di Montenero, fin dalla prima metà del XIV secolo è meta di pellegrinaggi. L'attuale santuario risale al XVIII secolo e al suo interno sono custoditi un numero rilevante di ex voto. Sulla piazza antistante, sotto un loggiato, sono situate alcune tombe di livornesi illustri, come Francesco Domenico Guerrazzi e Giovanni Fattori.
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Sanctuary of Montenero
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il colle di Montenero, fin dalla prima metà del XIV secolo è meta di pellegrinaggi. L'attuale santuario risale al XVIII secolo e al suo interno sono custoditi un numero rilevante di ex voto. Sulla piazza antistante, sotto un loggiato, sono situate alcune tombe di livornesi illustri, come Francesco Domenico Guerrazzi e Giovanni Fattori.

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Museo della Città di Livorno - Piazza del Luogo Pio.
Il "Museo della Città" è costituito dall'ex chiesa dell'Assunzione della Vergine e di San Giuseppe e dal piano terra dei Bottini dell'olio, i quali sono stati collegati tra loro da un nuovo corpo di fabbrica, che si inserisce nel vuoto venuto a crearsi nel secondo dopoguerra a seguito della demolizione del complesso delle cosiddette "Case Pie". Al piano terra dei Bottini sono ospitate le collezioni cittadine, originariamente conservate nei depositi del Museo civico Giovanni Fattori e della Biblioteca Labronica; si tratta di circa seicento oggetti d'arte, oltre alle collezioni numismatiche e a
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Casini d'Ardenza
I Casini d'Ardenza costituiscono un grande edificio residenziale ubicato lungo la passeggiata a mare di Livorno, nel quartiere di Ardenza. Può considerarsi uno dei complessi più originali del lungomare e il monumento più eloquente del quartiere, tanto da influenzarne tutta la sistemazione viaria retrostante che fa sempre riferimento al complesso.
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Museo civico Giovanni Fattori - Via S. Jacopo in Acquaviva
Il Museo civico Giovanni Fattori è una struttura museale di Livorno; ha sede odierna nella suggestiva cornice di Villa Mimbelli . Il museo ospita una ricca raccolta di dipinti di Giovanni Fattori, Plinio Nomellini, Guglielmo Micheli, Serafino De Tivoli, Oscar Ghiglia, Ulvi Liegi.
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Se vo' fa' come ti pare, A Livorno devi andare.
Antico detto livornese
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Il Cacciucco alla Livornese
l cacciucco è un piatto a base di pesce, propriamente tipico della cucina livornese. È una pietanza di pesce composta da diverse qualità di pesci, crostacei e molluschi, in genere polpi, seppie, cicale, scorfani ed altre varietà di pesce cosiddetto "povero", messo a cucinare in tempi diversi, a seconda del diverso tempo di cottura richiesto pesce, in salsa di pomodoro e poi adagiato su fette di pane abbrustolito e agliato poste sul fondo del piatto.
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La torta di ceci (cinque e cinque)
Il 5 e 5 nasce dalla farcitura di un pane detto francesino o "pan francese" e la torta di ceci, a Livorno detta semplicemente "torta".
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il Ponce alla Livornese
Il ponce è una bevanda alcolica nata a Livorno tra i secoli XVII e XVIII e derivata dal punch, diffuso in città dalla numerosa comunità britannica. Il ponce livornese nacque sostituendo al tè o all'acqua bollente il caffè concentrato, mentre al posto del rum delle Antille (che mal si accorda con il sapore del caffè forte) fu usato il cosiddetto "rum fantasia" (localmente detto anche rumme), un'invenzione locale costituita da alcol, zucchero e caramello di colore scuro, a volte aromatizzato con un'essenza di rum . Ottimo digestivo e carburante nelle giornate fredde.